L’Oracolo, forma di divinazione praticata presso vari popoli antichi, consiste in un responso dato dalla divinità a una domanda riguardante sia cose ignote del presente del passato e del futuro, sia la giusta maniera di agire in determinate circostanze. La sua sacralità non era data solo dall’atto mistico di interpellanza, ma risiedeva anche nel luogo stesso in cui venivano dati i responsi, generalmente sacro agli dei.
Il percorso espositivo progettato propone una rivisitazione dell’esperienza oracolare come un evento che vuole coinvolgere lo spettatore in una dimensione pensata per essere tra il sacro e il profano, ma soprattutto interpretata da una divinità altra; l’Io. Fra "la Terra" e "il Mare" si sviluppa l’evento che, simbolicamente, associa a questi due elementi la dualità dell’essere nella forma corporea e spirituale. Perdersi per ritrovarsi e scoprire che in fondo le risposte che si cercano non sono mai state troppo lontane da noi; questo è il fulcro dell’esperienza.
L’accoglienza del visitatore avviene tramite un corridoio che circonda l’area vera e propria dell’oracolo. In questo ambiente dominato dalla penombra è possibile camminare per essere suggestionato dalle diverse scritte proiettate a parete. Si aggiunge di sottofondo il rumore delle onde del mare proveniente dall’interno, che oltre a generare gli utenti in uno stato di pace e tranquillità, serve anche a incuriosire e ad invogliare a partecipare all’esperienza oracolare vera e propria.
Per richiedere al sistema di partecipare alla propria esperienza oracolare non basterà varcare la tenda divisoria. Sarà infatti necessario che il visitatore si ponga al centro di un’area specificatamente indicata da una luce spot vicina all’ingresso. La permanenza in quest’area sarà riconosciuta dal sistema tramite dei sensori di pressione come la volontà dell’utente di dare inizio all’evento.
Terra arida da una parte e Terra argillosa dall’altra sono condizioni di disequilibrio tra i due elementi protagonisti, la prima in cui c’è una totale assenza di acqua mentre la seconda in cui c’è un’eccessiva presenza di acqua rispetto alla terra. Entrambe condizioni inadatte per l’insediamento dell’uomo ma anche situazioni che metaforicamente simboleggiano una vita troppo poco o eccessivamente dedita alla contemplazione. Al fine di poter porgere il proprio quesito sarà infatti necessario che l’utente si riconosca in una delle due situazione ed estragga il relativo bastone conficcato a terra.
La battigia è l’unico luogo in cui si incontrano e si scontrano gli elementi della Terra e del Mare , ma è anche l’unico luogo in cui coesistono in maniera equilibrata permettendo a qualsiasi essere vivente di lasciare in maniera chiara e definita le proprie tracce. Scrivere sulla sabbia è un atto di ribellione dell’uomo che con un gesto vuole dare prova del suo passaggio per opporsi alla fugacità della vita . Un segno effimero che non lascerà più testimonianza di sé nel momento in cui sarà sopraffatto dal movimento dell’acqua.
Durante l’evento, scrivere sulla sabbia è l’unico modo per porgere il proprio quesito all’oracolo.
Il responso dell’oracolo coincide con il momento massimo dell’esternazione dell’io . Qui infatti non avrà più luogo la manifestazione di una divinità esterna ma, tramite l’utilizzo di un occhio tecnologicamente adeguato, sarà possibile esteriorizzare una diversa condizione della natura umana. La variazione di temperatura corporea infatti è spesso indice anche di alterazioni emotive che pervadono il nostro cuore e ci ricordano la dualità dell’essere come corpo e spirito. Ciò che verrà riprodotto sarà infatti un’immagine frammentata e rielaborata con un effetto caleidoscopico al fine di creare nel visitatore uno stato sedativo e contemplativo
Il responso è visibile solo all’interno del bacile nell’area sacra.