The
Curator's
Eye.
Partiamo da un presupposto:
Non è lo strumento che fa il design ma il
metodo.
Detto questo mi posso presentare.
Sono Giorgia, una UX/UI designer con una convinzione di fondo: il problema che ti viene
presentato può non essere il problema reale. Per questo il mio lavoro inizia sempre un
passo prima — capire le persone, il contesto, le contraddizioni per arrivare al cuore del
problema, solo dopo si progetta.
Ho imparato a lavorare con team diversi per natura e funzioni, a comunicare con stakeholder
interni ed esterni e a trasformare i vincoli in direzione; io lo chiamo "managing
the managers"e la considero una delle mie soft skill più forti. La palestra
degli scacchi invece mi insegna che non vince chi
ha le mosse più aggressive, ma chi legge e interpreta la situazione meglio degli altri.